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Canali di gronda - DUEMME TETTI 2018

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di Michele Mosele
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I materiali di grondaie e pluviali
Oggi il materiale più comunemente usato per la realizzazione dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche è la plastica.
Purtroppo il colore della plastica tende a sbiadire con l'esposizione ai raggi del sole e pertanto deve essere rinfrescato ogni tanto.

Un materiale ottimo ma pittosto costoso è invece il rame. Certamente chi può permetterselo fa un'ottima scelta. Il rame ossidandosi si ricopre di una patina che lo protegge per lungo tempo senza bisogno di manutenzione alcuna.
Come dicevamo è un materiale piuttosto costoso tanto che persino i ladri lo prendono spesso di mira per poi rivenderlo al mercato nero. Certamente in una casa isolata e frequentata solo in alcune stagioni sarebbe meglio evitare questo rischio e magari ricorrere a materiali un po' meno appetibili da parte dei lestofanti.
In alcune case un po' datate si trovano ancora canali di gronda e pluviali in lamiera zincatache comunque continuano a svolgere egregiamente il loro lavoro a patto che la ruggine che può formarsi venga prontamente eliminata.
Le piccole macchie di ruggine si rimuovono con una spazzola metallica poi si tratta la superficie con un antiruggine; alla fine si passano una o due mani di primer resistente alla ruggine o di pittura al bitume.
Se desiderate dare una mano di colore sopra la pittura al bitume dovrete proteggerla con una mano di isolante all'alluminio.
Ogni elemento che compone la grondaia e il pluviale si caratterizza per essere sagomato alle estremità in modo tale da potersi collegare all'elemento successivo.
Ogni elemento avrà quindi all'estremità un collarino stampato, o femmina, in cui si inserisce il maschio posto all'estremità dell'elemento successivo.
I giunti tra i vari pezzi sono in genere realizzati con mastice plastico non indurente.

Sia i canali di gronda in plastica si quelli in metallo sono in genere realizzati secondo due profili: semicircolari o quadrati, detti anche a cornice, e posano sempre su cicognette fissate alla fascia di sottogronda o alle estremità dei travetti.
Personalmente ritengo che i profili semicircolari generino meno problemi riguardo all'accumulo dello sporco che invece tende ad insediarsi negli angoli stretti dei profili quadrati generando, proprio in quei punti, un maggiore rischio di corrosione.
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